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Il figlio entra in studio. Ma eredita un'azienda costruita per un mercato che non esiste più

18 settembre 20263 min di lettura

Negli anni Ottanta e Novanta aprire uno studio dentistico era quasi una garanzia. I pazienti arrivavano con il passaparola, le tariffe seguivano il costo della vita, i margini erano così larghi da assorbire ogni imprecisione: uno schedario cartaceo, nessun dato, decisioni a sensazione. Su quei paradigmi sono nati migliaia di studi che ancora oggi lavorano. E su quegli stessi paradigmi, oggi, entrano i figli.

Il problema è che i paradigmi non esistono più. L'Analisi Congiunturale ANDI 2026 fotografa costi di gestione cresciuti del 32% in soli tre anni, tariffe rimaste ferme nel 78% degli studi, e un reddito del titolare che rappresenta poco più del 30% del fatturato: il margine che un tempo perdonava tutto, oggi non perdona più niente. Intanto il paziente è cambiato: confronta preventivi, legge recensioni, valuta la trasparenza. E le catene, che quei processi li misurano da anni, producono circa il triplo di uno studio tradizionale.

Il passaggio è già cominciato

Il Centro Studi ANDI stima che il 60% dei titolari lascerà la professione entro dieci anni, e l'Albo conferma un'età media oltre i 55 anni. Ma dall'altro lato il ricambio non è automatico: l'81,8% degli odontoiatri under 35 lavora come collaboratore, e quando gli si chiede perché non rileva uno studio, il primo ostacolo indicato non è l'investimento: è il carico burocratico e gestionale. Solo un giovane su tre ha un genitore dentista: l'erede naturale, oggi, spesso non esiste.

Ecco il punto che pochi vedono: chi subentra non eredita uno studio. Eredita un modo di gestirlo. Se quel modo resta nella testa del fondatore, fatto di abitudini, relazioni e numeri mai scritti, il passaggio perde i pezzi uno alla volta: i pazienti che restavano per la persona, i collaboratori che facevano le cose "come vengono", il valore che nessuno sa riprodurre. Per questo la letteratura di settore parla chiaro: le transizioni che funzionano richiedono tre, cinque anni di affiancamento. Quelle improvvisate si chiamano, di solito, svendite.

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Annalisa Corti

Annalisa Corti

Da oltre dieci anni lavora sull'evoluzione professionale e organizzativa applicata al settore medicale, e oggi guida EPA Dental. Il suo lavoro inizia sempre dallo stesso punto: rendere visibile ciò che lo studio sta già perdendo senza saperlo.

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Fonti

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