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Il primo appuntamento non si ripete

1 ottobre 20263 min di lettura

La prima visita è il momento in cui lo studio si gioca tutto.

Anamnesi, diagnosi, piano di cura, preventivo: è quello che ti hanno insegnato a vedere.

Ma tra la prima telefonata e l'accettazione del piano di cura si sviluppa un vero processo di conversione: ci sono più tappe, e ognuna perde pazienti in silenzio.

Il paziente che scrive non aspetta.

Contattare un potenziale paziente entro un'ora dalla richiesta rende quasi sette volte più probabile qualificare il contatto; entro cinque minuti, le probabilità si moltiplicano per ventuno (1).

La segreteria che richiama "quando c'è tempo" sta decidendo per te.

Tra prenotazione e visita c'è il buco nero.

Nelle strutture sanitarie ambulatoriali il tasso di mancata presentazione si attesta strutturalmente tra il 15% e il 25%: slot di agenda vuoti che nessuno recupera (2). Un sistema di promemoria automatizzato porta la presenzialità in aumento del 23%, con l'efficacia di una telefonata manuale e senza il costo della segreteria (3).

Poi la visita.

Il paziente non valuta la qualità tecnica: la dà per scontata, perché non può giudicarla.

Valuta l'ascolto, la chiarezza, il tempo che gli viene dedicato (4).

E quando il piano di cura viene presentato, gli studi che non misurano questa fase vedono accettare in media solo metà dei preventivi emessi (5).

Se conti soltanto quante prime visite entrano e quanto fattura lo studio, tutto questo resta invisibile. E il problema viene attribuito genericamente al prezzo, alla concorrenza, al marketing.

La prima visita va trasformata in un processo definito, osservabile e misurabile: richieste → appuntamenti fissati → appuntamenti effettuati → piani presentati → piani accettati → valore economico accettato → pazienti richiamati fino a un SI o un NO finale.

Pochi KPI per ogni fase, responsabilità chiare, standard scritti.

A quel punto sai esattamente dove perdi pazienti e fatturato, e intervieni sul passaggio specifico.

Il primo appuntamento non si ripete. Ma può diventare ripetibile.

Annalisa Corti

Annalisa Corti

Da oltre dieci anni lavora sull'evoluzione professionale e organizzativa applicata al settore medicale, e oggi guida EPA Dental. Il suo lavoro inizia sempre dallo stesso punto: rendere visibile ciò che lo studio sta già perdendo senza saperlo.

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Fonti

EPA Dental

EPA Dental è un'iniziativa specialistica italiana del Charitable Corti Trust. Servizi e attività erogati da Annalisa Corti in qualità di Trustee.

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